Lanciata il 2 marzo 2004, la sonda Rosetta è stata una ESA progettata per la comprensione dell’origine delle comete e delle relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare quali elementi fondamentali per potere risalire alle origini del Sistema Solare. La ricerca di materiali primordiali e inalterati si ottiene tramite l’esplorazione cometaria poiché le zone esterne del Sistema Solare contengono materiale ricco di sostanze volatili che non è stato processato nelle zone interne caratterizzate da alte temperature. A tale fine, l’obbiettivo di Rosetta è stato quello di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, il cui nucleo venne raggiunto, entrandovi in seguito in orbita, allorché la cometa compì il suo passaggio ravvicinato al Sole. La missione era formata da due elementi: la sonda vera e propria Rosetta e il lander Philae, atterrato il 12 novembre 2014 sulla superficie della cometa. La missione si è conclusa il 30 settembre 2016, con lo schianto programmato dell’orbiter sulla cometa e la disattivazione del segnale. Nel corso della missione, la cometa è stata quindi radiografata ed analizzata con una definizione mai raggiunta, fattore che ha prodotto risultati di così grande importanza tali non solo rivoluzionare la conoscenza degli splendidi astri chiomati ma rivoluzionando la conoscenza sull’origine del nostro Sistema Solare.
Su questo ed altro ancora relazionerà il dott. Marco Fulle, astronomo dell’Osservatorio Astronomico di Trieste (INAF) nell’incontro che si terrà lunedì 12 dicembre, con inizio alle ore 18:30, nella sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, in via dei Tominz, 4 (Bus n. 11, 18, 22). L’ingresso e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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