Giovedì 19 settembre alle ore 18
presso la Sala degli Incontri del
Museo Civico di Storia Naturale di Trieste
per la serie “La Scienza Racconta”

avrà luogo la presentazione della nuova
“Guida allo Speleovivarium”

Lo Speleovivarium Erwin Pichl di Trieste è una delle realtà simbolo dell’offerta scientifica, didattica, culturale e turistica di Trieste.

La sua importanza scientifica è data principalmente dall’unicità di questo laboratorio sotterraneo che permette, nella comodità di un centro cittadino, di effettuare studi e osservazioni sul ciclo biologico e le esigenze ecologiche di specie spesso elusive, poco conosciute e solitamente osservabili per brevi attimi, e solo dopo complesse e fangose discese speleologiche. Qui i ricercatori possono invece accedere senza corde e caschetti a forme viventi ipogee, sedendosi ad un computer
per analizzarne gli aspetti più inediti. Dalla conoscenza dello studioso che interpreta e comprende, alla divulgazione e alla didattica dei musei (perché proprio un museo è, anche, lo Speleovivarium).

Qui si applicano le conoscenze sperimentali divulgandole ai cittadini, soprattutto attraverso i programmi didattici con alunni e studenti, che in questo rifugio, ormai da decenni, hanno sperimentato, esplorato e capito la vita nel buio. Incontrando concetti di evoluzione, adattamento, competizione, ecologia, incrociati con temperatura, profondità, luminosità, ph… fisica, chimica, geometria… Un’aula formidabile, pratica, diretta e, non da ultimo, avventurosa e divertente. Tutta questa scienza, mediata dalla didattica e dalla divulgazione è già cultura.

Ma lo Speleovivarium è cultura anche perché è un bene culturale in sé, un manufatto storico che a sua volta ospita, raccoglie ed espone innumerevoli testimonianze della storia della città, e della società che la abitava. Con tutte le piccole e grandi vicende storiche e quotidiane, per come rivelate dalla sezione di speleologia urbana. Perché allora non far conoscere il più possibile lo Speleovivarium ai Turisti? Si tratta di una piccola gemma sotterranea, ma visitabile, incardinata nel cuore di questi territori AltoAdriatici. Piccola gemma che è, appunto, simbolica della realtà Triestina.

E Trieste, scriveva Umberto Saba, possiede una scontrosa grazia, ha le mani troppo grandi per regalare un fiore. E così, questo fiore sotterraneo sboccia ancora troppo nascosto. Scopriamolo invece. Conosciamolo. Facciamo lo conoscere. Aiutiamolo a
crescere. Lo Speleovivarium Erwin Pich è una nostra piccola grande ricchezza. Ma se sta a tutti noi farlo crescere non posso concludere queste righe senza ricordare e ringraziare quel pugno di soci della Società Adriatica di Speleologia che da anni, volontariamente, ostinatamente, privatamente, hanno fatto nascere e vivere questo bene pubblico. A questa guida, il compito di descrivercelo ancora meglio.

Ingresso gratuito sino al limite dei posti.