In queste due stanze assistiamo ad una parata di animali che si dispongono su di un grande anello secondo la logica alimentare, dove c’è sempre qualcuno che si ciba di qualcun altro, dove la materia vivente non viene sprecata e ciclicamente viene riutilizzata.

Tutti vanno in un’unica direzione, quella del loro cibo: dai consumatori all’apice a quelli primari, passando per gli opportunisti e completando il cerchio tra produttori e decompositori, sulle pareti è indicata l’appartenenza alle categorie della piramide alimentare, le scritte includono anche una serie di definizioni e sottocategorie che evidenziano strategie alimentari.

Si tratta ovviamente di facili esempi perché i rapporti alimentari sono spesso più complessi e ogni specie può appartenere a diverse categorie a seconda degli habitat, delle stagioni e del ciclo vitale.
In realtà, se la natura viene e letta secondo la logica delle abitudini alimentari ci dimostra che non vi è differenza tra ecosistemi e tra luoghi, un erbivoro è un erbivoro, in fondo alla barriera corallina come sulle Alpi, è la strategia alimentare che determina il ruolo ecologico, non la categoria sistematica di appartenenza

La terza stanza ci porta in città, su di una strada del centro e sotto alla superficie del mare, osservando la rete alimentare in ambito urbano.
Una selezione di specie cittadine simboleggiale nuove catene alimentari, in cui le specie alterano il loro tradizionale comportamento condizionate dagli spazi da condividere e dalla presenza dell’uomo.

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