Gabinetto scientifico

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Il “Gabinetto scientifico” è l’antesignano dei moderni laboratori, affermatosi con l’illuminismo della fine del 1700, il gabinetto scientifico è a sua volta erede dei locali medioevali dove gli alchimisti, gli speziali e gli studiosi di scienze naturali effettuavano le loro sperimentazioni.

I Gabinetti Scientifici furono un fenomeno tipicamente italiano, caratterizzato dalla volontà da parte dei collezionisti – generalmente borghesi e scienziati di professione, di raccogliere oggetti appartenenti ai tre regni della natura allo scopo di svolgere osservazioni sul mondo reale e svelarne i segreti. A quel tempo ci si proponeva di studiare la natura a partire dalle cose, dall’osservazione diretta, mettendo in discussione i testi antichi ed il principio di autorità, secondo cui tutto ciò che era affermato dai grandi autori del passato, le auctoritates appunto, deve essere per ciò stesso indiscutibilmente vero.

I gabinetti scientifici italiani erano diffusi davvero in tutta la penisola: da quello, in assoluto anche oggi più noto, di Ulisse Aldrovandi a Bologna, a quello di Francesco Calzolari a Verona, a quello di Michele Mercati a Roma, a quello, infine, di Ferrante Imperato a Napoli.

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