L’Archeoastronomia è una combinazione di studi astronomici e archeologici; rappresenta la conoscenza e la comprensione che le antiche civiltà avevano dei fenomeni celesti, di come li hanno utilizzati ed interpretati e quale ruolo la “realtà” dei movimenti della volta celeste ha svolto all’interno delle loro culture. La scoperta in molte parti del mondo, ma soprattutto sul territorio europeo, di numerosi reperti costituiti da pietre allineate o disposte secondo forme geometriche ben definite, costruite in modo da essere orientate grosso modo verso zone dell’orizzonte in corrispondenza delle quali in origine sorgevano o tramontavano oggetti celesti di particolare importanza, ha suscitato durante gli ultimi cinquanta anni un notevole interesse da parte degli archeologi. I reperti non si limitano solo ad allineamenti di monoliti o buche in cui in origine erano infissi dei pali, ma troviamo anche strutture molto più complesse quali monumenti, pozzi, templi e santuari che mostrano che furono architettati, costruiti e utilizzati tenendo ben presente la direzione di sorgere e di tramontare della Luna, del Sole o delle stelle più luminose visibili ad occhio nudo in taluni periodi stagionali.

Di quanto presente in Europa su resti di probabili archeoastromici, tra i più importanti al mondo, relazionerà il Prof. Fulvio Mancinelli del Circolo Astrofili Trieste, esperto in Storia dell’Astronomia, nel secondo appuntamento del nuovo anno, che si terrà Lunedì 16 Gennaio con inizio alle ore 18:30 presso l’auditorium del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, sito in via dei Tominz 4 (Bus n. 11, 18, 22).

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI

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